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29.4.17

My Fashion Revolution Week 2017!

My Fashion Revolution Week 2017 started in London.
 I had the pleasure to participate to the new book launch of Safia Minney: Slave To Fashion!
 I had the chance to meet again Livia Firth, Founder and Creative Director of Eco Age Ltd.
In Milan I participated to the Fashion Revolution event organized by Marina Spadafora at Nonostantemarras
I had the chance to know better and see the revolutionary products of the super-innovative Wrad Living.

I have met the founders of Lablacogive, the first social commerce app to share second-hand clothes

 and Teeshare, a brand whose DNA is the strong link between fashion and art.
Finally I coordinated a round table on Responsible Innovation during the SDA Bocconi Luxury Forum.
I interviewed Marco Lucietti, Global Marketing Manager Isko and Daniel Tocca (image below), co-founder and CEO Re-Bello.
Every week should be a Fashion Revolution Week: let's always ask #whomademyclothes, let's never forget what happened on April 24th 2013 #RanaPlaza!




12.4.17

24 – 30 April 2017 is FASHION REVOLUTION WEEK!


Dal 24 al 30 aprile 2017 torna la campagna internazionale Fashion Revolution, che per una settimana, in 92 Paesi del mondo, chiama a raccolta tutti coloro che vogliono creare un futuro etico e sostenibile per la moda, chiedendo maggiore trasparenza lungo tutta la filiera fino al consumatore

Fashion Revolution nasce in Gran Bretagna da un’idea di Carry Somers e Orsola De Castro, pioniere del fair trade, per ricordare l’anniversario della strage di Rana Plaza a Dhaka, in Bangladesh, dove il 24 aprile 2013 il crollo del polo produttivo tessile hanno perso la vita 1133 operai e oltre 2500 persone sono rimaste ferite.

In Italia la campagna è coordinata dalla stilista Marina Spadafora e sostenuta da Altromercato, la maggiore organizzazione del Commercio Equo e Solidale attiva nel nostro paese, e da Actionaid, organizzazione che lavora in Italia e nel mondo per contrastare le cause di povertà e dell’esclusione sociale.

Sarà questa un’importante occasione per promuovere una maggiore consapevolezza rispetto a ciò che si nasconde dietro ai vestiti che indossiamo e dell’impatto globale della moda, seconda industria più inquinante al mondo dopo quella petrolifera. L’obiettivo è catalizzare un cambiamento positivo nella moda e dimostrare come un nuovo modello economico ed un consumo responsabile siano possibili, attraverso la valorizzazione di realtà che realizzano capi secondo una filiera etica, come avviene nel Commercio Equo e Solidale.

La campagna pone a tutti una semplice domanda: “Chi ha fatto i miei vestiti?”. Per rispondere basterà indossare gli abiti al contrario, con l’etichetta bene in vistafotografarsi e condividere le foto attraverso i social media con l’hashtag #WhoMadeMyClothes, taggando i grandi marchi della moda e condividendo le loro risposte. A questo link si può scoprire cosa fare per partecipare.  

Per prendere posizione contro la fast fashion e la moda “usa e getta”, la campagna propone inoltre alle persone di raccontare la propria “Fashion Revolution Story”, una storia legata ad un capo di abbigliamento a cui si è particolarmente affezionati e da cui non ci si separerebbe mai.

Cuore della Fashion Revolution Week sarà un grande evento giovedì 27 aprile a Milano, nel suggestivo spazio NonostanteMarras, concept store del designer e artista Antonio Marras. In questa occasione, un inedito monologo dell’attrice Lella Costa inviterà a riflettere sul delicato ruolo dell’industria della moda nella rete economico-sociale globale. Faranno da cornice all’evento diverse realtà virtuose nel campo della moda etica e dell’innovazione, impegnate con modi e mezzi diversi a catalizzare cambiamento nell’industria: Auteurs du Monde, la linea di Moda Etica di Altromercato, Cangiari,LablacoLe Club EcoTeeshare e Wråd.

Tanti gli eventi previsti in tutta Italia, grazie alla collaborazione della rete di Botteghe Altromercato su tutto il territorio nazionale. (a questo link il calendario delle iniziative)
twitter: @Fash_Rev_Italia  
#FashRev #whomademyclothes


17.1.17

Rethinking Fashion Sustainability: save the date & pitch for Sustainable Fashion Startups




                  Fashion Technology Accelerator is organizing a special event 
                  dedicated to fashion sustainability in Milan on March 9th.
                  Rethinking Fashion Sustainability will see selected speakers 
                  discussing about one of the most debated topics in our sector: 
                  can fashion actually become sustainable? If so, how?
                  An important part of the event will see sustainable startups 
                  pitching their fashion or beauty sustainable companies to 
                  the audience. Grab this opportunity right now! 
                  Save the date and register to the 
                  Fashion Technology Accelerator event at: http://event.ftaccelerator.it
                  Startups of Sustainable Fashion can pitch till February 15th at:


23.11.16

#LoveOurPlanet The Cleanest Black Friday by Patagonia: 100% today, 1% everyday

Il 20 novembre, in vista del Black Friday, Patagonia ha pubblicato sul suo blog ambientalista la seguente lettera del CEO, a testimoniare l'impegno dell'azienda statunitense dello sportswear per la tutela dell'ambiente con questo claim: 100% oggi, 1% tutti i giorni

"Mancano pochi giorni al Black Friday, la giornata che celebra il consumismo pre-natalizio più sfrenato. Mentre tutti pensano con generosità ai doni per amici e parenti, ci piacerebbe che i nostri clienti mostrassero il loro amore verso il nostro Pianeta: merita anch’esso un bel regalo benché per ora continui puntualmente a ricevere il solito famigerato carbone.
Quest’anno Patagonia ha deciso di devolvere il 100% delle vendite a livello globale effettuate nel giorno del Black Friday sia nei propri punti vendita che sul proprio sito Web alle organizzazioni ambientaliste che operano nell’ambito delle comunità locali per tutelare aria, acqua e suolo a beneficio delle generazioni future. Spesso si tratta di gruppi poco noti ed esterni ai circuiti tradizionali, che si battono in prima linea con iniziative e azioni concrete per fare la differenza. Il supporto che anche noi di Patagonia possiamo offrire è oggi più importante che mai.
Nei nostri negozi e sul nostro sito Web forniremo informazioni su come contattare questi gruppi e prendere parte alle iniziative organizzate nelle varie comunità locali, non solo nel giorno del Black Friday, ma anche nel resto dell’anno.
Da decenni siamo fermamente convinti, e lo abbiamo dimostrato concretamente, che avere a cuore le sorti del Pianeta non va contro il successo negli affari. Siamo costantemente alla ricerca di modi efficaci per ridurre ulteriormente l’impronta ambientale delle nostre attività produttive, inclusa la dipendenza della nostra stessa azienda dai carburanti fossili. Sovvenzioniamo inoltre piccole organizzazioni di attivisti ambientalisti devolvendo loro l’1% del totale delle nostre vendite: ad oggi abbiamo raggiunto la cifra di 74 milioni di dollari in donazioni.
In questo momento storico di dissidi e divisioni, crediamo sia importante coinvolgere maggiormente i nostri clienti, che come noi amano i luoghi selvaggi e incontaminati ancora esistenti sulla Terra, offrendo loro l’opportunità di entrare in contatto con coloro che lottano instancabilmente per tutelarli. Sappiamo per certo che, se non agiremo in modo audace e coraggioso, con ogni mezzo a nostra disposizione, i gravi cambiamenti climatici, l’inquinamento di aria e acqua, l’estinzione delle specie e l’erosione del suolo avranno delle conseguenze inevitabili e definitive. Le minacce che gravano sul nostro Pianeta riguardano tutti, a prescindere dall’appartenenza politica o etnica, in qualsiasi parte del globo. Abbiamo tutti e tutto da guadagnare se riusciremo a preservare un ambiente pulito e salubre, lasciandolo in eredità ai nostri figli, ai nostri nipoti e a tutti coloro che verranno dopo di noi.
Diventando membri attivi delle comunità in cui viviamo, nel nostro piccolo tutti possiamo influenzare concretamente il cambiamento: tutelando il cibo che noi e i nostri figli mangiamo, l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo e i luoghi naturali che più amiamo. E questo impatto può andare ben oltre le realtà locali, arrivando a toccare le più importanti priorità globali: facciamo sentire la nostra voce per difendere politiche e leggi in grado di ridurre le emissioni di CO², di creare una moderna economia che investa nelle energie rinnovabili e, soprattutto, in grado di garantire che i nostri governi rispettino fino in fondo gli impegni presi nei confronti degli obiettivi cruciali definiti dall’Accordo sul clima approvato a Parigi nel 2015.
Per noi di Patagonia, crescere come azienda significa continuare a proteggere ciò che amiamo. Proseguiremo nella lotta con rinnovata determinazione e senza perdere tempo, utilizzando tutti i mezzi a nostra disposizione per il bene del paese, del pianeta e dei luoghi e delle creature selvagge che hanno bisogno della nostra voce.
Siamo qui e continueremo a combattere. Il 100 % nel giorno del Black Friday, l’1% tutti i giorni. #LoveOurPlanet"

3.11.16

Before The Flood #LeonardoDiCaprio


Leonardo Di Caprio explored the topic of climate change and discovers what must be done today to prevent catastrophic disruption of life on our planet.

26.10.16

Vi presento flavialarocca e Fera Libens!

Venerdì 20 ottobre, in occasione della 2 giorni sulla sostenibilità a Milano, Milano Fashion LibraryThe LIFEstyle Journal hanno ospitato un workshop sulla moda sostenibile patrocinato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana presso la Biblioteca della Moda di Via Alessandria 8 a Milano.
E' stata un'occasione per conoscere meglio due start-up di moda sostenibile Full Made in Italy: flavialarocca e Fera LibensVe le presento!


flavialarocca



Founder: Flavia La Rocca
Nata nel 1985 a Roma, Flavia La Rocca è la fondatrice e designer del brand che porta il suo nome, flavialarocca.
Dopo una Laurea in “Scienze della Moda e del Costume” presso l’università “ La Sapienza” di Roma, nel 2007 si trasferisce a Milano dove inizia la sua carriera in prestigiosi uffici stampa quali Blumarine, Valentino, Vivienne Westwood e Prada.
Esperienza, conoscenze e una forte passione, portano Flavia a cominciare a lavorare sul suo marchio alla fine del 2011.
L’idea di abiti modulari e la sostenibilità sono le fondamenta sulle quali costruisce il brand che vuole essere un’azienda responsabile, etica e moderna.

“Creo abiti che si prestano al gioco della moda , in maniera responsabile, dinamica e contemporanea” - Flavia 

Brand: flavialarocca
Le collezioni sono pensate e composte da moduli che attraverso zip nascoste possono essere ‘smontati e rimontati’ o indossati singolarmente creando infinite combinazioni e look.
Moduli della stessa taglia anche di stagioni diverse possono essere mixati tra loro creando un guardaroba senza fine lasciando a chi li indossa la possibilità di interpretarli e di rinnovarli ogni stagione e a seconda dello stile e delle esigenze
Nel 'The Folded Looks' nello spazio di una small bag di 30x35cm ci sono 3 moduli, un cintino e 2 bretelle che creano 8 look diversi.

Flavia, quando e come è nata l'idea?
E' nata nel 2012 , su un volo Milano-Roma. Ho da sempre giocato con l'abbigliamento e conosciuto bene come si crea e costruisce un capo. Ho pensato semplicemente alle esigenze delle donne di oggi.
Credo in una moda contemporanea e democratica che debba stare a passo con i tempi e le esigenze di una donna che ha sempre meno tempo e meno spazio, ma che ha voglia e/o bisogno di esprimersi al meglio anche nell'abbigliamento.
Credo in una donna che ha voglia di giocare con l'abbigliamento creandosi il suo guardaroba senza fine.
  
Perché hai deciso di lavorare nella moda sostenibile?
Ho sempre avuto un interesse ed un attenzione alla sostenibilità a livello personale, appena ho potuto l'ho tradotta nel mio lavoro.
Credo molto in una moda sostenibile , credo sopratutto che ora con le tecnologie e le nuove possibilità che abbiamo a disposizione non ci si possa esimere dal fare un prodotto che limiti gli sprechi, l’impatto ambientale e sia realizzato in maniera etica per questo ho deciso di utilizzare tessuti riciclati (provenienti dalla lavorazione delle bottiglie di plastica), rigenerati (nati da vecchi tessuti rilavorati) o 100% naturali, e di produrre tutto in Italia limitando al minimo i trasporti e quindi le emisisoni di Co2 avvalendomi di laboratori che io stessa visito e conosco. La mia idea di sostenibilità va oltre arrivando anche a comprendere il concetto di base del marchio in sè, la modularità. La possibilità infatti di utilizzare lo stesso capo in modi diversi fa si che vengano risparmiati tessuto, materie prime ed energia impiegate per la realizazzione di capi diversi e che si allunghi il ciclo di vita del prodotto.

Quali sono le difficoltà che incontri nella moda sostenibile?
La difficoltà di avere a volte scelte limitate nei materiali a livello di colore e fattibilità.
Per il resto è mio interesse e mia scelta selezionare i fornitori sapendo che producano in modo etico potrei dire che rispetto ad un brand che non se ne preoccupa pago di più la mia manodopera, ma questa per me non è una difficoltà è una scelta e non potrei fare altrimenti.

Cosa ti motiva?
La mia forte passione e la voglia di poter essere anche se in piccola parte ora parte di un sistema che può cambiare e sta cambiando. Responsabile, Sostenibile, Etico. 

Progetti per il futuro?

Continuare a costruire il futuro del marchio tenendo ben fermi e saldi i valori ed il concept e continuare a veicolare informazioni importanti riguardo la produzione etica e sostenibile affinchè il consumatore finale sappia valutare ogni suo acquisto riconoscendo dietro il prodotto che compra chi ci ha lavorato, in quali condizioni e a quale costo.






Fera Libens



Cofounder: Francesco Virtuani
Laureato in Economia e Commercio (l. quadriennale) e in Storia dell’Arte (l. triennale), nel 2013 ha conseguito un dottorato di ricerca in Design presso il Politecnico di Milano. Ha lavorato per diversi anni nel marketing del largo consumo in qualità di product manager per marchi noti e in seguito ha collaborato con enti culturali e istituzioni universitarie nell’ambito della gestione e della didattica dei beni culturali.

Brand: Fera Libens
 Calzature di design realizzate in materiali di origine non animale, lavorate in maniera tradizionale da artigiani italiani.

Francesco, quando e come è nata l'idea?
L'idea nasce un paio di anni fa sulla base di riflessioni legate alla scelta di non mangiare carne.

Perché hai deciso di lavorare nella moda sostenibile?
Perché penso si possa vivere in maniera più consapevole senza per questo fare troppe rinunce, in termini di qualità e estetica del prodotto. Ritenevo che il mondo delle calzature fosse un buon terreno per un progetto simile.  

Quali sono le difficoltà che incontri nella moda sostenibile?
Difficoltà di far capire il prodotto, di farne percepire la qualità reale.

Cosa ti motiva? 
L'idea di dare un contributo, anche se piccolo, ad uno sviluppo di tipo sostenibile; avere per lavoro una attività stimolante, da indipendente.