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24.4.18

Fashion Revolution Week in Milan


#whomademyclothes?
Today, April 24th, is a very important day: it is Fashion Revolution Day, the fifth year anniversary of the Rana Plaza collapse in Dahka, Bangladesh. Rana Plaza was a commercial building that housed a number of local businesses as well as several garment factories that were major suppliers for a number of well-know fashion brands. The collapse took thousands of lives and injured many more. What's even more unfortunate is the fact that this incident could have been avoided. It was an horrific accident that got the world's attention, and begged the question of what consumers, as well as future leaders of tomorrow, can do to ensure that this never happens again.
Yesterday we started Fashion Revolution Week, which is an international, week-long, event aimed to raise awareness and address questions around fashion industry supply chains, including questions.
Throughout Fashion Revolution Week  consumers are asked to raise the question whomademyclothes. And brands and producers are encouraged to respond with the hashtag #imadeyourclothes and to demonstrate transparency in the supply chain.
Therefore, if you post any pictures during this week please use this #whomademyclothes! 
The fashion sector is a major global business. According to recent data, the industry is worth more than $3 trillion a year and employs 60 million people worldwide. In the USA alone, 20 billion garments are sold annually. But what some do not know is that fashion is one of the most polluting industries in the world, and one of the most complex and opaque in terms of supply chain, making some products notoriously difficult to regulate. A T-shirt label might say “Made in China,” but in which of the country’s thousands of factories was this garment made? And under what conditions for workers? Changing the production and consumption patterns of this sector would have a domino effect on many aspects of development and provide a visible and meaningful contribution to the achievement of the UN’s 2030 Agenda for Sustainable Development, which includes the Sustainable Development Goals.
But its not only about meeting SDGs, companies today need to also consider remaining sustainable going into the future. According to the State of Fashion 2018 report by BoF & McKinsey, 60% global millennials are willing to spend more on brands that are sustainable. 
So, let's take action and let's join the Fashion Revolution!

Events @ Bocconi University & SDA Bocconi School of Management for Fashion Revolution



5.4.18

Bio-Fashion Events: Fashion Revolution


Green Light for Business is happy to welcome you to the event: “Fashion Revolution: green trends across the fashion industry”.

The fashion industry has been an engine for global development, accounting for €1.5 trillion revenues in 2016, employing 60 million people along its value chain. However, pressures coming from scarcity of natural resources, raising costs of providing raw materials and social unrest are hindering this positive growth trajectory, forcing companies to rethink and redesign their way of doing business. 
It is not, or at least in part, about being environmentally-driven. 
Mostly, it is about being profit and risk-driven.
As of today, the push for sustainability in the fashion industry is still relatively low.
For businesses, acting differently than today and pursuing novel solutions offer an opportunity to maintain and ensure profitable growth going forward. If no action is taken, fashion brands will find themselves likely squeezed between falling average per-item prices, deeper discount levels, rising costs, and resource scarcity along the value chain.
Incorporating sustainability into the business strategy will be the key competitive advantage to ensure future survival.
At the event you will have the chance to meet 4 notable examples of companies building a business case for sustainability: from luxury bags, to technical apparel, to end with ecological and innovative materials.
Changing the rules of the game will be no piece of cake.
Are you up for the challenge?
Then, see you the to meet our guest speakers:
- Francesca Romana Rinaldi, Bocconi University & Milano Fashion Institute
- Giorgio Ravasio, Country Manager Italia Vivienne Westwood
- Enrica Arena, Founder of Orange Fiber
- Anna Fiscale, Founder of Progetto Quid
- Stefano Bassi, Enviro Initiatives Coordinator Patagonia Milano

23.1.18

Rethinking Fashion Sustainability - SAVE THE DATE!


Rethinking Fashion Sustainability è l’evento organizzato da Fashion Technology Accelerator di 
Milano sul tema della sostenibilità nel settore della moda e del lusso. 
La seconda edizione si terrà giovedì 8 Marzo presso la sede di Boston Consulting Group in piazza Duomo.
In particolare il tema dell’evento sarà come rendere il settore moda e lusso più sostenibile da un punto di vista ambientale sociale, attraverso il supporto dell’innovazione tecnologicaSi parlerà dunque di nuovi modelli di business che spingono il consumatore verso una logica di contenimento dei consumi in favore di un consumo di maggiore qualità, dell’utilizzo di tecnologia blockchain per rendere l’intera filiera tacciabile e dunque che possa spingere i brand verso pratiche sostenibili. Si approfondirà il concetto di economia circolare, ovvero come passare da un approccio di riduzione dei danni e dell’impatto negativo generato verso un modello sostenibile fin dalla progettazione dell’intero ciclo di vita di un prodotto o progetto. 
L’agenda prevede la testimonianza di brand che con approcci diversi hanno sviluppato best practice o stanno lanciando iniziative sul tema: Miroglio Textile presenterà le sue iniziative legate alla riduzione dell’impatto ambientale nella produzione e lavorazione del tessuto, Vivienne Westwood parlerà della propria strategia di sostenibilità durante un'intervista con Francesca Romana Rinaldi, direttore del corso New Sustainable Fashion del Milano Fashion Institute.
Infine Yoox - Net à Porter racconterà di un’interessante iniziativa a livello globale di condivisione e co-sviluppo sui temi dell’economia circolare. 
Inoltre verranno presentate le startup finaliste della call organizzata con QVC Italia, che presenteranno i loro prodotti innovativi e sostenibili. I vincitori avranno la possibilità di lanciare e commercializzare questi prodotti attraverso il canale QVC.
Ecco tutte le informazioni per partecipare alla call: 

9.1.14

Charity event: Swinging Britain



Gli studenti della Sir James Henderson School di Milano raccontano con video, performance e interviste quanto Oxfam fa e può ancora fare per combattere povertà e ineguaglianze, promuovere pratiche di consumo responsabile.
Una sfilata di capi donati da grandi stilisti e presentati dai ragazzi in passerella.

Il 19 gennaio 2014 gli studenti della Sir James Henderson School di Milano organizzano, con il patrocinio di UK Trade & Investment - British Consulate General, una serata in favore delle attività di Oxfam Italia. È un segnale importante e innovativo che siano i giovani a mettersi in gioco con un progetto pilota - replicabile in altre scuole - che li ha impegnati per oltre tre mesi in attività di sostegno a una grande organizzazione che interviene nelle emergenze umanitarie, combatte ineguaglianze e povertà, educa a modificare e migliorare pratiche dei consumi alimentari in giro per il mondo. Non solo: possono parlare e parlarsi con una efficacia nuova e originale di temi che riguardano anche loro, proprio perché ormai riguardano sempre più tutti noi.

Swinging Britain – in programma alla Sala Collina del Sole 24 Ore, il 19 gennaio – culminerà in una sfilata, che vedrà gli stessi ragazzi presentare in passerella capi donati da Stella McCartney, Hunter, Vivienne Westwood, Ballantyne, Hackett, Dr Martens, Fred Perry, John Smedley, Burlington, Barbour, Baracuta, Showroom Pierluigi Giulini, Fay, Fausto Puglisi, Ralph Lauren, Moschino, Etro tutti in spirito con lo Swinging Britain, attualmente di moda nel nostro paese.

Nel corso della serata verranno inoltre presentati video per testimoniare l’impegno di Oxfam nella crisi siriana, con immagini dai campi profughi di Libano e Giordania; l’intervista a un volontario in viaggio in Cambogia dove Oxfam lavora con i piccoli agricoltori, vittime di accaparramenti di terre e deforestazione; una performance teatrale per diventare ConsumAttori, capaci di scelte responsabili, e infine l’omaggio di una band a Coldplay e Beatles, testimonial di Oxfam.

Patrocinata dal Consolato Britannico, la serata Swinging Britain, si avvale della collaborazione tra la Sir James Henderson School di Milano, un’ istituzione scolastica inglese che rappresenta  un'eccellenza nel nostro paese, e Oxfam, la più importante organizzazione umanitaria del Regno Unito.

Sensibilizzare ed educare i ragazzi oggi per aiutarli a diventare dei cittadini più consapevoli domani, questo lo spirito di Swinging Britain, da subito accolto da Fidenza Village, uno dei Villaggi Chic Outlet Shopping® di Value Retail, che ha deciso di collaborare all’iniziativa in quanto ha nel suo DNA la passione e la voglia di essere pioniere nell’esplorare percorsi innovativi, supportando e collaborando con i giovani talenti emergenti.

Per partecipare a Swinging Britain è prevista una donazione minima di 25 euro: i fondi raccolti serviranno per migliorare le condizioni di vita delle comunità più vulnerabili che vivono in povertà nel Sud del mondo, garantendo loro l'accesso al cibo, all'acqua, all'istruzione.