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3.2.12

Interview with Salt+Ethic

Here is the interview that Bio-Fashion did to Salt+Ethic, the ethical marketplace for pop culture.

How did the idea of ​​Saltandethic.com started?
For many years, responsible consumption implied to give up with the style or quality, until when -recently- a new generation of talented young designers brought a new approach to the creation and development of products. The result? Original, ethical and environmentally responsible products with style. This is when we decided to found Salt + Ethic.

What are the characteristics of the brands you select?
All the brands we work with Salt + Ethic have a common "revolutionary" approach in the manufacture of their products. Some are small companies or designers on their first business experience, while others are more structured and recognized as brands. However all of them have a clear philosophy of responsible consumption through recycling, fair trade or eco-sustainability. We also select brands for their originality and style, this is why we like to say that on Saltandethic.com Art Meets Ethics.

Which countries are they from?
The artists come from all over Europe and other countries outside the EU. With a simple click, customers can reach Milan, Berlin, Helsinki, Paris, London, Barcelona or Madrid ...

How do you select the brands?

Initially, the fairs have helped us to know our leading brands: Junky Styling (UK), Sawa shoes (FR) and Hell's Kitchen (ITA) for example. In other cases we have discovered some interesting brands just by walking through the streets of London or Barcelona. Today, many designers and brands, contact us directly through our website in the "Submit Product". The buzz among the same brands has allowed us to discover new interesting projects. Then the Internet is always a good utility to seek out young designers.

What are the fairs that visit?
We try to keep your eyes peeled on everything that concerns ethical and eco-sustainable fashion and design. For this reason we often visit trade fairs such as the Ethical Fashion Show in Paris, the Bread & Butter in Berlin or the Salone del Mobile in Milan.

What are the characteristics of your target consumer?
Our final clients are primarily people sensitive to the ecology and responsible consumption. Although many of them are just interested in the original style of our products. We have clients of all ages who buy from every corner of the planet. Allowing a young designer in London or Milan to sell its creations to a customer in New York is something that fills us with pride.

Do you think that product traceability is important for this "new consumers"?
Although we are just beginning and many consumers still are not interested in the origin of the products they buy, the trend is to search for products that harm less our ecosystem and at the same time maintain an original style and identity. For years mass consumption created the illusion that "quantity was equal to quality", now we are rediscovering some of the values ​​of the past when quality was associated with greater longevity of the products. At Salt+Ethic we believe that only through the style and beauty we can introduce responsible consumption in the pop culture.

Did you launch any initiative to sensitize consumers to purchase ethically?
We made some small initiatives, such as our campaign: "The First QRecycled Code" with the intention of bringing people to the theme of responsible consumption. We are also involving them collaborations with schools of art and design to reach new generations and share with them our idea of ​​a sustainable economy.

What are the covered markets today?
Deliveries are heavily dependent on our brands. Currently there are brands that send their products around the world while other than deliver to EU countries. Our intention is to bring more and more brands from the five continents to create a real market "Glocal" (Globally local). The delivery costs are in relation to the distance, in this way we try to promote local consumption.

What are the projects Salt+Ethic for the future?

We want to be part of this great ethical and sustainable "revolution" that is happening nowadays. We are working with some art and design schools to carry out projects with their students, to make Salt&Ethic a sort of workshop for innovative ideas in the field of sustainable design, a bit like "The Factory" by Andy Warhol!
Watch the video of Salt+Ethic.

Ecco l'intervista di Bio-Fashion a Salt+Ethic, l' ethical marketplace della pop culture.
Come nasce l'idea di Saltandethic.com?
Per molti anni, il consumo responsabile implicava la rinuncia allo stile o alla qualità, fino a quando, recentemente, una nuova generazione di giovani talentuosi disegnatori ha portato un nuovo approccio alla creazione e lo sviluppo dei prodotti. Il risultato? Prodotti originali, etici ed eco responsabili senza penalizzare lo stile. A questo punto è quando abbiamo deciso di fondare Salt+Ethic.
- Quali sono le caratteristiche dei brand da voi selezionati?
Tutte le marche che collaborano con Salt+Ethic hanno in comune un approccio “rivoluzionario” nella fabbricazione dei loro prodotti. Alcune sono piccole aziende o disegnatori alla loro prima esperienza aziendale, altre invece sono piú strutturate e riconosciute in quanto marche. Tutte peró hanno una chiara filosofia volta al consumo responsabile attraverso il riciclo, il commercio equo e solidario o l’eco-sostenibilitá. Inoltre selezioniamo le marche per la loro originalitá e stile, per questo ci piace dire che su Saltandethic.com l’Arte incontra l’Etica.

Da quali paesi vengono?
I disegnatori provengono da tutta l’Europa e da altri paesi al di fuori della UE. Con un semplice click, i nostri clienti possono raggiungere gli studi di Milano, Berlino, Helsinki, Parigi, Londra, Barcellona o Madrid...
- Come selezionate i brand? (visite a fiere, contatti personali...etc...)
Inizialmente le fiere ci hanno aiutato a conoscere le nostre prime marche: Junky Styling (UK), Sawa shoes (FR) e Hell’s Kitchen (ITA) per esempio. In altri casi abbiamo scoperto alcuni brand interessanti semplicemente passeggiando per le strade di Londra o Barcellona. Oggigiorno, molti designers e brand ci contattano direttamente attraverso la nostra pagina web nella sezione “Proporre prodotti”. Anche il passaparola tra le stesse marche ci ha permesso di conoscere nuovi progetti interessanti, oltre ad Internet che è sempre un buono stumento per scovare giovani disegnatori in erba.

Quali fiere visitate?
Cerchiamo di tenere bene aperti gli occhi su tutto ció che riguarda il design e la moda etica ed eco-responsabile. Per questo motivo siamo spesso visitatori di fiere quali l’Ethical Fashion Show di Parigi, il Bread&Butter di Berlino o il salone del mobile di Milano.
- Quali sono le caratteristiche del consumatore a cui puntate?
I nostri clienti sono principalmente persone sensibili ai temi dell’ecologia e del consumo responsabile. Sebbene molti di loro sono semplicemente interessati allo stile originale dei nostri prodotti. Abbiamo clienti di tutte le etá che comprano da ogni angolo del pianeta. Permettere ad un giovane disegnatore di Londra o di Milano di vendere le sue craezioni ad un cliente a New York è qualcosa che ci riempie di orgoglio.

Quanto credete che la tracciabilità di prodotto sia importante per il "nuovo consumatore"?
Sebbene siamo solo all’inizio e molti consumatori ancora non sono interessati dall’origine dei prodotti che consumano, la tendenza, da qualche anno, è quella di ricercare prodotti che danneggino sempre meno il nostro ecosistema e che allo stesso tempo mantengano uno stile ed un’identitá originale. Per anni il consumo di massa ci aveva illuso che la quantità era uguale alla qualità, oggi stiamo riscoprendo alcuni valori del passato quando la qualità veniva associata ad una maggiore longevitá dei prodotti. Noi di Salt+Ethic crediamo che solo attraverso lo stile e la bellezza potremo introdurre il consumo responsabile nella cultura pop.

Avete avviato delle iniziative per sensibilizzare il consumatore ad un acquisto etico?
Abbiamo fatto alcune piccole inziative, come per esempio la nostra campagna: “The First QRecycled Code”, con l’intenzione di avvicinare le persone al tema del consumo responsabile. Stiamo inoltre intavolando alcune collaborazioni con scuole di arte e disegno per raggiungere le nuove generazioni e condividere con loro la nostra idea di economia sostenibile.

Quali sono ad oggi i mercati coperti?
Le consegne dipendono molto dalle nostre marche. Attualmente ci sono marche che inviano i loro prodotti in tutto il mondo mentre altre si limitano a consegnare ai paesi dell’UE. La nostra intenzione è quella di portare sempre piú marche provenienti dai cinque continenti per poter creare un vero e proprio mercato “Glocale” (Globalmente locale). I costi di consegna sono in relazione alla distanza dell’invio, in questo modo cerchiamo di promuovere il consumo locale.

Quali sono i progetti di Saltandethic.com per il futuro?
Vogliamo fare parte di questa grande “rivoluzione” etica e sostenibile che sta avvenendo in molte aziende pioniere. Stiamo lavorando con alcune scuole di arte e design per realizzare dei progetti con i loro studenti, per convertire Salt & Ethic in una sorta di laboratorio per idee innovative nel settore del disegno sostenibile, un pó come “The Factory” di Andy Warhol!

Guarda il video di Salt+Ethic.


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